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USA. CANCEL CULTURE PDF Stampa E-mail

Ci sono ancora persone, "benedette", che sostengono che la "cultura della cancellazione" (CANCEL CULTURE) non esiste. Nel mondo reale, solo un quarto degli STUDENTI UNIVERSITARI AMERICANI dichiara di sentirsi a proprio agio nel discutere di argomenti controversi con i propri compagni. Il nostro editorialista di Lexington, che di questo argomento se ne intende, questa settimana fa una previsione piuttosto ottimistica. Ritiene che la guerra di Gaza possa rilanciare la libertà di parola nelle UNIVERSITÀ AMERICANE. Un altro dei nostri migliori scrittori analizza come la guerra culturale su Gaza si stia svolgendo a livello globale. Osserva come i social media incoraggino le persone a vedere il mondo in termini manichei. Questo, dice, "può essere confortante. Trasforma le questioni confuse in semplici scontri tra bene e male, conferendo un'aureola di virtù a chi sceglie la parte giusta". Si scopre, però, che cercare di classificare rigidamente il mondo in "colonizzatore e colonizzato, oppressore e oppresso" porta a conclusioni strane, come quella che i bambini ebrei massacrati nelle loro case in qualche modo se lo meritavano. F: R. Guest, The Economist nov. 2023