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VIOLAZIONI DELLA LIBERTÀ ACCADEMICA. RAPPORTO FREE TO THINK PDF Stampa E-mail

Le UNIVERSITÀ sono sempre più chiamate a rispondere alle crisi che coinvolgono le comunità accademiche e gli istituti di istruzione superiore, in particolare quando le VIOLAZIONI DELLA LIBERTÀ ACCADEMICA costringono i membri di tali comunità all'esilio e all'espatrio. Tuttavia, la libertà accademica viene costantemente violata in contesti molteplici e diversi, come riportato nei rapporti annuali di Scholars at Risk Free to Think. L'ultimo rapporto, Free to Think 2022, documenta 391 attacchi alle comunità di istruzione superiore in 65 Paesi e territori, dal 1° settembre 2021 al 31 agosto 2022. Negli ultimi anni in Europa si sono verificate gravi violazioni della libertà accademica. Si pensi, ad esempio, all'abbandono della Central European University dall'Ungheria e al suo trasferimento in Austria, alla chiusura dei corsi di studi di genere in Polonia e Romania. Studiosi che hanno lavorato in istituzioni europee sono stati arrestati e imprigionati, come ad esempio il medico e accademico iraniano/svedese Ahmadreza Djalali, che ha lavorato presso l'Università del Piemonte Orientale e ha contribuito alla creazione del Centro di Medicina dei Disastri (CRIMEDIM). Si trova nel carcere di Evin, in Iran, dal 2016, ed è stato condannato a morte. Ci sono anche casi di studenti "internazionali" iscritti alle università europee che sono arrestati quando tornano nei loro Paesi - il caso più noto in Italia è ovviamente quello dello studente egiziano Patrick Zaki. Iscritto al Master Erasmus Mundus in Women and Gender Studies dell'Università di Bologna, il 7 febbraio 2020 è stato arrestato all'aeroporto del Cairo mentre rientrava in patria per una breve visita. F: F. Helm e C. Padovani, IlBoLive nov. 2023