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INSUFFICIENTI I POSTI PER L’ACCESSO AL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE A CICLO UNICO IN MEDICINA VETERINARIA PDF Stampa E-mail

I posti per l'accesso al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina Veterinaria nelle università italiane nell'anno accademico 2023-2024 è di 1.082 con un aumento di appena 42 posti in più rispetto ai 1.040 dell'anno scorso. Un abnorme differenza con quelli, ad esempio, di Medicina e Chirurgia. Qui posti disponibili sono saliti a 19.944, con un aumento di 4mila posti in più rispetto al 2023 (circa il 30%). Per il Ministero della Salute il fabbisogno stimato di medici veterinari per l'anno 2023-2024 è di 1.248 unità, appena 36 in più dell'anno scorso. Per la Calabria è stimata una richiesta di 40 vet in più. Il fabbisogno viene stimato in base alla previsione di domanda e di offerta a livello regionale e nazionale dei professionisti sanitari. Sulla stima del fabbisogno formativo concorrono anche i pareri delle Federazioni nazionali degli Ordini delle professioni sanitarie.
Il dottor Francesco Corrado, direttore della clinica Pegaso a Paola, spiega: «Siamo al momento l'unico pronto soccorso H24 con ricovero che gestisce le emergenze in tutta la provincia di Cosenza. Solo in questi mesi estivi abbiamo già soccorso 22 cani colpiti da colpi di calore arrivati da tutta la provincia. Per un'emergenza una persona con il suo cane è arrivata nella nostra struttura dallo Ionio cosentino. Siamo 4 medici e 3 amministrativi e arriviamo a svolgere anche turni di 72 ore consecutive. Non è un problema di stipendi o una questione economica, ma il nodo è quello di riuscire a trovate medici veterinari. Non se ne trovano». Ma perché non si riescono ad aprire altri pronto soccorsi veterinari magari anche a Cosenza? Va fatta innanzitutto una doverosa premessa: la medicina veterinaria non rientra nel sistema sanitario nazionale o regionale. Non percepisce fondi pubblici ed è sottoposta a tutte le regole di sostenibilità di una vera e propria azienda privata. A differenza di medici ed odontoiatri, le prestazioni dei medici veterinari sono anche soggette all'aliquota Iva ordinaria al 22%, in netta antitesi con quanto succede nella medicina umana, perché non sono «rese» alla persona. Restano "escluse dal campo di applicazione dell'Iva" solo le prestazioni veterinarie rese dalle aziende sanitarie locali, qualora operino in veste «di pubblica autorità» con utilizzo di propri dipendenti. Questo significa che una struttura o una clinica, per poter effettuare il servizio di pronto soccorso, deve assumere veterinari. Fin qui nulla di strano: succede in tutte le aziende che hanno bisogno di forza lavoro. Ma, paradossalmente, proprio come avviene anche nei PS per le persone, è difficilissimo trovare veterinari. Non ci sono a sufficienza liberi professionisti in grado di attivare (e quindi gestire) un pronto soccorso veterinario, che richiede turni di notte e nei festivi.
V. Tabella Fabbisogno formativo per l'A.A. 2023-24 di Medici chirurghi, Medici veterinari, Odontoiatri.
F: M. Garofalo, quicosenza.it 29.08.2023.