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UNIVERSITA’. I CIRCA 35 MILA RAPPORTI DI LAVORO DI RICERCA ATTIVATI NEGLI ULTIMI TRE ANNI SI RIDURRANNO A 15-20 MILA |
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La riforma della ministra Bernini ridisegna l’intero pre-ruolo introducendo due figure contrattuali: gli “incarichi post-doc”, destinati ai dottori di ricerca, e gli “incarichi di ricerca” per laureati magistrali, che si aggiungono al contratto di ricerca presente nella riforma Verducci. Il compenso previsto per i post-doc è analogo al primo stipendio dei ricercatori di ruolo. Ma c’è un limite che rischia di svuotare la riforma: gli atenei non potranno spendere per queste posizioni più di quanto abbiano speso, in media, negli ultimi tre anni per assegni di ricerca e contratti Rtd-a. Il risultato sarà una drastica riduzione del numero complessivo di posti. A peggiorare il quadro arriva la fine delle risorse del PNRR e la conferma del blocco del turn-over del personale universitario al 75% nel 2026: ogni 10 pensionamenti, solo 7,5 nuovi ricercatori potranno entrare in servizio. Le organizzazioni sindacali stimano che i circa 35 mila rapporti di lavoro di ricerca attivati negli ultimi tre anni si ridurranno a 15-20 mila. F: F. Ramella, Domani 12.11.25.
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