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INNALZARE I NUMERI DELL’ISTRUZIONE TERZIARIA CON LA COLLABORAZIONE UNIVERSITÀ – ITS ACADEMY PDF Stampa E-mail

Nel 2023, la quota di giovani in possesso di un titolo di studio terziario, nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni, nel nostro Paese era pari al 30,6%. Un dato molto più basso rispetto alla media continentale del 43% e che ci vede in coda assieme a paesi come Romania e Ungheria. Meno formazione, meno competenze “raffinate” da portare nel sistema, in diversi casi prospettive di carriera e stipendio più limitate. Ecco quindi palesarsi uno dei motivi del mismatch tra la formazione e le richieste delle aziende che spesso lamentano una difficoltà di reperimento delle competenze di cui hanno bisogno. Sarà quindi la comune mission di innalzare i numeri dell’istruzione terziaria italiana a far incontrare su un terreno di sintesi Università e ITS? Ma quale sarebbe il modello per una declinazione possibile della COLLABORAZIONE UNIVERSITÀ – ITS ACADEMY? Sei i criteri guida, a monte: leale collaborazione e trasparenza; formalizzazione della partnership; serietà formativa dei percorsi proposti; distinzione di profili e obiettivi formativi; riconoscimento e valorizzazione delle differenze; dialogo e confronto continuo. E poi collaborazioni attraverso la declinazione dei patti federativi per fare, concretamente, co-progettazione didattica, condivisione di risorse e laboratori, attività di ricerca, borse di studio e dottorato, riconoscimento Cfu e orientamento (in ingresso, in itinere, in uscita). F: M.R. Jovinella, tuttoits.it 19.11.24.

 

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