UN COMITATO PER LA SCIENZA E LA TECNOLOGIA IN PARLAMENTO Stampa

In UK il Parliamentary Office of Science and Technology (POST) è certamente un'istituzione d'avanguardia e si autodefinisce fonte interna di «analisi indipendenti, bilanciate e accessibili di problemi di politica pubblica che hanno a che fare con la scienza e la tecnologia». Ma non è la sola nel mondo. Moltissimi altri parlamenti in Europa e non solo si sono dotati di un ufficio simile a quello dell'assemblea legislativa più antica del mondo. Ne troviamo di simili in Francia, Germania, Olanda, Austria, Norvegia, Svizzera, Danimarca, Spagna, Messico e Cile. Il Parlamento degli Stati Uniti si accinge a riattivare un ufficio simile, dopo alcuni anni di sostanziale inattività. Anche il Parlamento europeo si è dotato di un Comitato di valutazione delle opzioni scientifiche e tecnologiche (STOA). Perché la gran parte delle assise legislative dei paesi democratici hanno scelto di dotarsi di simili comitati di esperti in scienza e tecnologia? Beh, i motivi sono essenzialmente due: il lavoro dei parlamenti è cambiato, oggi hanno bisogno di costante consulenza scientifica; questa consulenza deve essere del massimo livello possibile.
Nel nostro Parlamento molto (troppo) spesso i dibattiti e le decisioni tipiche della società e dell'economia della conoscenza sono poco informati, poco ponderati. Ideologici. Il paese stesso ne risente. Infatti l'Italia stenta a entrare nella società e nell'economia della conoscenza. Certo: non tutte le responsabilità ricadono sul Parlamento. Ma è anche vero che, in quota parte, il Parlamento ha le sue responsabilità. Non basta l'attività incessante ma, purtroppo, abbastanza isolata di singoli parlamentari, come la senatrice a vita Elena Cattaneo. Di qui nasce l'appello che un piccolo gruppo di ricercatori e di giornalisti scientifici rivolge al parlamento italiano affinché si doti di un Comitato per la scienza e la tecnologia capace di analisi indipendenti, bilanciate e accessibili a tutti i cittadini. L'appello, che si intitola "La Scienza al servizio della democrazia", è stato già sottoscritto da un numero elevato e qualificato di donne e uomini di scienza. (Fonte: P. Greco, IlBo 03-04-19)