Sulla mancata assunzione in servizio di docenti universitari Stampa

“Onorevole Ministro, in numerosi Atenei per molti concorsi a posti di professore o di ricercatore, banditi negli scorsi anni, non si sta procedendo all’assunzione in servizio. Il blocco delle assunzioni deriva per questi Atenei dall'aver superato il 90% nel rapporto AF/FF0. Ma, come Lei ben sa, questo rapporto non era invece superato al momento in cui legittimamente le Università avevano avviato le procedure concorsuali e i singoli docenti avevano acquisito il diritto alla chiamata. Come ha autorevolmente affermato il Consiglio Universitario Nazionale nella mozione del 21.4.2011, si rende necessario un Suo urgente intervento per autorizzare le Università a concludere con l'assunzione le procedure concorsuali bandite nei casi in cui il rapporto tra spese fisse ed il fondo di finanziamento ordinario avesse rispettato i limiti di legge al momento dell'emanazione del bando. La Legge1/2009, da cui discende l’impedimento alla presa di servizio dei “chiamati” e dei vincitori di concorso a ricercatore, è successiva ai bandi cui i docenti hanno partecipato e possono quindi non ritenersi applicabili, in una situazione di aspettativa concretatasi ben prima dell’entrata in vigore della Legge stessa, i precetti in essa contenuti.

Il mancato superamento di questo blocco nelle assunzioni di ricercatori e professori universitari, oltre a prolungare, nel migliore dei casi, il periodo di precariato per i vincitori di concorso a ricercatore e il rischio di decadenza dell’idoneità per i “chiamati”, comporta un grave danno per l’intero sistema universitario. C’è il rischio più che concreto, anche a fronte all’incremento dei pensionamenti del personale in servizio, di una riduzione dell’offerta didattica e della qualità stessa dell’insegnamento.

Confidando quindi in un Suo intervento che rimuova le interpretazioni ostative alla chiamata in servizio degli aventi diritto”.
(Fonte: FlcCgil. Lettera del segretario generale D. Pantaleo al ministro Gelmini, 01-06-2011)