Gli emendamenti al DDL di riforma bocciati dalla Ragioneria Generale dello Stato Stampa

L’esame del disegno di legge per l’università è stato sospeso da una nota di alcuni giorni fa dell’ufficio del coordinamento legislativo del ministero dell’economia, a cui si è unita quella della Ragioneria dello stato arrivata il 13/10/2010 in commissione bilancio alla camera, criticando fortemente il ddl Gelmini per l’assenza di adeguate coperture finanziarie.

Il voto della riforma ci sarà dopo il passaggio in Aula della finanziaria e del mille-proroghe, quando si capirà se ci sarà copertura per la stabilizzazione dei novemila ricercatori per cui servono un miliardo e settecento milioni. Anche la discussione riprenderà solo dopo la sessione di bilancio e comunque non prima di dicembre, per poi andare al Senato in terza lettura.

Secondo i tecnici del ministero dell’Economia e Finanze gli emendamenti inseriti alla Camera alla riforma Gelmini sono tali da “pregiudicare la stabilità dei conti di finanza pubblica”.

Sul parere del bilancio ha pesato la bocciatura della Ragioneria generale dello Stato, in particolare sul tema dei ricercatori e sull’emendamento (art. 5 bis) che prevedeva un piano di concorsi tra il 2011 e il 2016 per 9 mila di loro per il passaggio al ruolo di associati per i quali non c’è copertura economica soprattutto a decorrere dal 2012. L’emendamento prevede l’istituzione di un Fondo per la valorizzazione del merito accademico finalizzato alla chiamata di 1.500 professori di seconda fascia per ciascuno degli anni compresi nel periodo 2011-2016 e a valorizzare il merito dei professori e ricercatori universitari inquadrati nella prima progressione economica. Una norma coperta dal Fondo per gli interventi strutturali di politica economica ma che secondo la Ragioneria necessita, comunque, di una apposita relazione tecnica. Inoltre, circa la copertura utilizzata, la Ragionerai fa presente che le risorse iscritte sul Fondo per gli interventi strutturali di politica economica sono «interamente destinati all’attuazione della manovra di bilancio relativa all’anno 2011».

Dunque, anche se Tremonti e Gelmini solo poche settimane fa promettevano nuove risorse per gli atenei, quelle risorse non sembrano essere nella disponibilità del Governo. Mentre il taglio di 1 miliardo 350 milioni di euro al fondo di finanziamento ordinario dell’università è già scritto nei bilanci dello Stato. (M. T. Bertuzzi, http://www.mariateresabertuzzi.eu/?p=100 18-10-2010)