Il rapporto OCSE “Obiettivo crescita 2010” pungola l’Italia sulla formazione superiore Stampa
L’Ocse pungola l’Italia a procedere sulla strada delle liberalizzazioni, a privatizzare le public utilities, a migliorare la concorrenza rinforzando le autorità deputate a garantirla, a riformare gli ordini professionali, ad aprire alla regionalizzazione del negoziato salariale, e ancora a riformare il fisco e a mettere fine alle misure di amnistia fiscale. Questa la ricetta dell’organizzazione con sede a Parigi che si legge nelle Country notes relative al nostro Paese e pubblicate nel quadro del rapporto “Obiettivo crescita 2010” diffuso oggi. Secondo gli analisti di Parigi l’Italia deve migliorare la scolarizzazione dei propri cittadini, particolarmente nella fascia dai 25 ai 34 anni. L’Italia deve dunque puntare sulla formazione superiore, “decentrando il finanziamento delle università e accrescere il peso relativo dei finanziamenti privati”. Tra i suggerimenti spicca quello di “aumentare il diritto all’istruzione attraverso i prestiti agli studenti e rimborsabile in funzione del salario”. L’Ocse chiede poi di sviluppare i settori ricerca e sviluppo “utilizzando in maniera giudiziosa i vantaggi fiscali” e promuovendo i partenariati di ricerca tra imprese e Università. (Velino 10-03-2010)