FINANZIAMENTI DEGLI ATENEI. UN PROCESSO DI RESPONSABILIZZAZIONE CHE SI È SCONTRATO CON LA PARALLELA DIMINUZIONE DELLE RISORSE Stampa

I problemi del disagio dei conti degli atenei hanno origine lontana. Da quando è stato creato il Fondo di finanziamento ordinario, nel 1993, la sua crescita è stata costante, quali che fossero i governi, fino al 2009, se si eccettua una lieve flessione nel 2006. Gran parte degli incrementi annuali del fondo era vincolata alla necessità di far fronte alla crescita automatica degli stipendi e, soprattutto tra il 1999 e il 2008, a quella dell'organico, cresciuto di circa un terzo in cifra assoluta. È per far fronte a questa dinamica difficilmente controllabile che, quando nel 2007 si trattò di trovare altri 500 milioni per accrescere il fondo, l'allora ministro Padoa-Schioppa, convinto com'era che gli atenei dovessero rendere "più produttiva" la loro spesa, li concesse - novità assoluta - solo per il triennio 2008-2010, senza consolidarli a regime. Al venir meno di questa "bolla" si sono poi aggiunti altri tagli, tra i quali spicca per consistenza quello del 2013 (-5,1% sull'anno precedente), senza che venisse mai davvero impostata una netta inversione di tendenza, tale da riportare il fondo, se non al picco del 2009 (7,83 miliardi), almeno alla soglia di sicurezza del 2012 (7,33 miliardi): il recupero del 2014 (+0,9%) è infatti stato azzerato dal -14% del 2015. Neppure quest'anno sembra segnare l'avvio di una nuova stagione. Il fondo parte con un tenue segno positivo (+25 milioni, pari allo 0,4%), ma solo grazie ai 38 milioni stanziati per le controverse "cattedre Natta". E i rischi di aggiustamenti in corso d'anno sono comunque sempre in agguato. Nel frattempo della seconda tranche del piano straordinario associati, pur prevista per legge, si è persa ogni traccia fin dal lontano gennaio 2013.Queste dinamiche sono particolarmente deludenti alla luce dei progressi tangibili compiuti dal sistema per razionalizzare la spesa e soprattutto per riqualificarla, sforzi che lo pongono all'avanguardia nel settore pubblico. Bilancio unico di ateneo, costo standard per studente, limiti all'indebitamento, crescita della quota di fondi distribuita sulla base della valutazione e non della spesa storica sono tutte tappe di un processo di responsabilizzazione che si scontrano però con la parallela diminuzione delle risorse. I rimedi sono noti da tempo: recupero graduale del Ffo almeno a quota 2012 e sua stabilizzazione pluriennale. Servirebbero circa 300 milioni. (Fonte: A. Schiesaro, IlSole24Ore 08-02-16)