L’IPER REGOLAZIONE È INEFFICACE. PIÙ DEREGOLAMENTAZIONE E LIBERALIZZAZIONE PER GLI ATENEI Stampa

Il ministero dovrebbe smettere di emanare regole di dettaglio, che non fanno altro che ingessare l’attività degli atenei: gli esempi delle procedure per la valutazione dei prodotti della ricerca (VQR) e per il reclutamento dei docenti sono talmente lampanti da non meritare commenti. Il ruolo più idoneo per il ministero dovrebbe, invece, essere quello di “regolatore a distanza”: fissare alcuni chiari obiettivi strategici (aumento numero di laureati, miglioramento della qualità della ricerca, ecc.) e assegnare le risorse pubbliche sulla base di questi. Si dovrebbe avviare una radicale azione di deregolamentazione e liberalizzazione, affinché gli atenei siano il più autonomi possibile con riferimento alla contribuzione studentesca, al reclutamento dei docenti, alla realizzazione di attività finanziate da terzi, alla definizione della propria offerta formativa e delle politiche di internazionalizzazione. In questo modo, la spesa pubblica sarebbe facilmente controllabile (il ministero sarebbe responsabile solo della propria quota di fondi, e gli atenei che necessitassero di ulteriori risorse dovrebbero autofinanziarsi) e gli atenei si differenzierebbero in modo esplicito sulla base della propria qualità. I provvedimenti del Dl 95/2012 di contenimento della spesa, purtroppo, non vanno in questa direzione, e contengono invece ancora norme che imbrigliano l’autonomia delle università (come la centralistica disposizione della riduzione del turnover o il mantenimento di un limite massimo alla contribuzione studentesca). Se, pertanto, il provvedimento non fa danni al sistema universitario, neppure lo aiuta a migliorarsi, rinviando ancora una volta la discussione del problema del finanziamento e dell’autonomia del sistema universitario.
(Fonte: T. Agasisti, ilsussidiario.net 19-07-2012)