Home
LAUREA IN GIURISPRUDENZA. PROPOSTO IL NUMERO PROGRAMMATO PER LA LAUREA MAGISTRALE PDF Stampa E-mail

A cinque anni dal conseguimento del titolo, solo il 78,2% dei laureati magistrali risulta occupato; è il dato peggiore fra tutti i gruppi disciplinari. Male anche la retribuzione media e la coerenza del lavoro svolto rispetto agli studi compiuti. La laurea in giurisprudenza presenta ancor oggi enormi potenzialità, ma è illusorio pensare che rimanga sempre uguale, nei contenuti e negli obiettivi formativi, rispetto a quand'era intesa come la laurea omnibus delle "classi dirigenti" del Paese. La convinzione che giurisprudenza "apra tutte le porte", non ha retto alla prova dei fatti. Occorrerebbe distinguere più chiaramente il percorso che conduce alle professioni legali (avvocatura, magistratura, notariato), a fronte degli altri percorsi. Le professioni legali esigono un livello elevato di competenze in ambito sostanziale e processuale, accrescimento culturale, ma anche un alto senso della dignità della professione: questo è il modello tradizionale. Accanto alle professioni legali, vi è un mercato molto frastagliato, rispetto al quale l'autonomia degli Atenei dovrebbe riuscire a costruire percorsi vicini alla richiesta di lavoro. Però la formazione che serve per fare l'avvocato ad alti livelli è nettamente differenziata rispetto a quella che viene richiesta, per esempio, per un lavoro gestionale in azienda.
Il mondo delle professioni legali sta conoscendo un periodo di crisi. Negli ultimi trent'anni, l'avvocatura ha visto quintuplicare il numero di professionisti iscritti all'Albo (dai 50.000 del 1988, ai 250.000 del 2018). Per la laurea magistrale il numero programmato è la risposta più seria. E dopo la laurea, occorrerebbe ovviamente ripensare l'accesso alle professioni legali, cominciando proprio dall'avvocatura, che è quella in maggiore crisi. Ma ricordiamoci che i grandi studi legali hanno fatturati in costante crescita! E invece i piccoli studi non reggono le spese. E allora serve il numero programmato e poi un corso di studi molto serio. Al contempo, è chiaro che l'avvocatura va ridotta nei numeri e riportata a giusti livelli di prestigio e di redditività. Il numero programmato è il miglior amico degli studenti che cercano una preparazione seria e che abbiano ambizioni lavorative. Chi non investe nella propria formazione non riceverà nulla in cambio dal mondo del lavoro. Si vorrebbe che l'accesso alla magistratura, al notariato e alla migliore avvocatura fosse davvero alla portata di tutti i laureati in giurisprudenza. (F: dall'intervista di S. Contu al prof. T. Dalla Massara, Studio Cataldi 10.08.20)