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LA VALUTAZIONE DI STATO DELLA RICERCA TRAMITE LA BIBLIOMETRIA PERPETUA L’OLIGOPOLIO EDITORIALE DELLA RICERCA SCIENTIFICA PDF Stampa E-mail

Perché università ed enti di ricerca non sono capaci di dire agli oligopolisti dell'editoria commerciale "Da oggi in poi vi pagheremo soltanto come fornitori di servizi di pubblicazione ad accesso aperto: e se i vostri prezzi non saranno ragionevoli, ci rivolgeremo a Scholastica o a Arti Grafiche Siciliane, o faremo da noi con riviste ad accesso aperto su piattaforme istituzionali"? Perché è necessario concludere con loro accordi trasformativi con esborsi pari se non superiori a quanto si pagava per un semplice abbonamento? Gli accordi trasformativi, programmaticamente pensati come convenzioni temporanee per agevolare la transizione dell'editore ad un accesso aperto completo, comportano l'esborso di una cifra complessiva per leggere e per scrivere. Per Elsevier, Springer-Nature o Wiley la transizione all'accesso aperto è finanziata da noi, senza nessuna garanzia che una volta scaduto il contratto questi sarà e resterà un editore interamente ad accesso aperto. Per quanto concerne l'Italia, la perpetuazione dell'oligopolio è una certezza, per almeno due ragioni. Università ed enti di ricerca italiani non possono mettere in discussione la bibliometria, perché essa è imposta amministrativamente – a dispetto dell'articolo 33 della Costituzione – dalla valutazione di stato della ricerca. Ciò comporta che i negoziatori italiani del consorzio CRUI-CARE quando si siedono al tavolo delle trattative non possono neppure far finta di alzarsi per andarsene: il contratto deve essere concluso, a qualunque costo. In secondo luogo, la struttura della trattativa rende difficile, indipendentemente dalle buone intenzioni dei negoziatori, concludere contratti che non siano più che favorevoli agli oligopolisti dell'editoria. In particolare, il testo del contratto viene rivelato soltanto alla fine perché l'intera procedura si basa sul presupposto implicito che gli enti aderenti a CARE vogliano comunque firmarlo.
Sulla base di queste considerazioni, AISA auspica che si adottino le seguenti contromisure: 1. mettere in discussione l'uso della bibliometria e la dipendenza da database in mano a multinazionali private; 2. rendere pubblica il più precocemente possibile la proposta di contratto su cui si sta negoziando; 3. rendere pubblici i contratti conclusi; 4. non chiedere ai singoli delegati l'adesione su una mera proposta economica, ma sul contratto vero e proprio. (F: Roars 16.07.20)