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INSEGNARE (E VIVERE) AL TEMPO DEL VIRUS PDF Stampa E-mail

Autore: Federico Bertoni. Ed. Nottetempo collana Semi 2020. Pg. 46.
Insegnare (e vivere) ai tempi del virus non è il semplice diario dell'emergenza didattica in cui si sono trovate a vivere le scuole e le università italiane. E' anche e soprattutto una riflessione su cosa potrebbe accadere dopo l'emergenza, nel caso in cui scuole e università decidano di cogliere la dubbia opportunità dell'insegnamento online per applicare una politica profondamente intrisa di disuguaglianza. I più avvantaggiati, in grado di pagarsi tasse e trasferte, ritornerebbero al metodo classico della lezione in presenza: colloqui diretti con professore, seminari, incontri e vita in comune. I meno avvantaggiati, non potendo permettersi di frequentare, sarebbero costretti all'assenza di corpo, di contatto, di comunità. Un ascensore sociale al contrario, una disuguaglianza per decreto, di cui è necessario preoccuparsi da subito. Con una scrittura cristallina e partecipe, l'autore indica anche spunti di mobilitazione che potrebbero già ora costituire un'efficace risposta intellettuale e politica. Non è una questione corporativa o settoriale: ciò che accade nelle scuole e nelle università riguarda tutti, per il presente immediato così come per il futuro a lungo termine del nostro Paese. (F: Presentazione dell'editore)
Nell'università neoliberale gli studenti non sono cittadini che reclamano il diritto al sapere ma clienti da soddisfare, consumatori di beni e servizi, acquirenti di un prodotto che dovranno vendere a loro volta nel mercato globale. E qui la parola magica è blended. [...] Blended non designa un tipo di whisky ma un regime misto tra didattica in presenza e didattica a distanza che promette di essere il business del futuro. [...] Fase 1, l'emergenza: Le università attivano a tempo di record la didattica a distanza, la cui unica alternativa sarebbe il blocco completo; Fase 2, la crisi: Dal prossimo anno accademico, virus permettendo, molti atenei adottano una modalità blended per compensare l'inevitabile calo delle immatricolazioni, soprattutto dei fuori sede; Fase 3, il business: Il sistema va a regime e si trasforma nel business perfetto: docenti "riproducibili" a piacere; investitori e provider di servizi informatici che si fregano le mani; studenti che pagano le tasse ma che non gravano fisicamente su aule, strutture e costi di gestione. Poi un bel giorno arriverà la fase 4, quella in cui raccoglieremo i cocci. Se uno degli obiettivi dichiarati dell'università dell'eccellenza è dare voti, stilare classifiche, distinguere atenei di serie A e di serie B (e dunque studenti di serie A e di serie B), la modalità blended realizzerà un'automatica selezione di classe: da un lato lezioni in presenza riservate a studenti privilegiati (cioè non lavoratori, di buona famiglia, capaci di sostenere un affitto fuori sede), e dall'altro corsi online destinati a studenti confinati dietro uno schermo e nei più remoti angoli d'Italia (F: L. Illetterati, Il Mattino Padova 11.05.20).

 

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