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“IS PEER REVIEW A GOOD IDEA?” PDF Stampa E-mail

Un articolo [1], pubblicato da Remco Heesen e Liam Kofi Bright (H&B) sul British Journal for the Philosophy of Science (https://doi.org/10.1093/bjps/axz029), si intitola, e si domanda, "Is peer review a good idea?" E si risponde che no, non lo è. Più nello specifico, H&B comparano il sistema editoriale tuttora dominante, basato sul superamento di una double blind peer review come condizione necessaria per pubblicare articoli, con un sistema più snello, parzialmente ispirato a quanto avviene già in certe discipline quali la fisica, dove ormai è prassi comune depositare (e citare) i preprint degli articoli in repository ad accesso aperto (es. arXiv). Nello scenario prospettato da H&B, questa prassi diverrebbe lo standard di tutte le discipline – salvo che i "preprint" non andrebbero più chiamati né concepiti così: semplicemente, quando gli autori ritenessero pronto il loro manoscritto potrebbero 'pubblicarlo' caricandolo sul repository. In questo scenario le riviste non perirebbero (o almeno non necessariamente): semplicemente, cambierebbero funzione, operando non più una selezione degli articoli "a monte", bensì (per esempio) selezionando "a valle" una serie di contributi su uno stesso tema, andando a formare delle antologie ragionate su un argomento ritenuto di interesse.
[1] Dato l'interesse che ha suscitato, l'articolo è stato messo a disposizione in accesso aperto dall'editore della rivista (Oxford University Press) fino al marzo 2020: https://tinyurl.com/rytdd83. (F: M. Viola, Roars 24.01.20)