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QUASI UNANIME CONTRARIETÀ ALL’USO AUTOMATIZZATO DI INDICATORI BIBLIOMETRICI NELLA VALUTAZIONE DELLA RICERCA PDF Stampa E-mail

"There is a serious danger that undue emphasis on bibliometric indicators will not only fail to reflect correctly the quality of research, but may also hinder the appreciation of the work of excellent scientists outside the mainstream; it will also tend to promote those who follow current or fashionable research trends, rather than those whose work is highly novel and which might produce completely new directions of scientific research. Moreover, over- reliance on citations as a measure of quality may encourage the formation of aggregates of researchers (or "citation clubs") who boost each others citation metrics by mutual citation. It thus becomes important to concentrate on better methods of evaluation, which promote good and innovative scientific research. [...] Evaluations must be based under all circumstances on expert assessment of scientific content, quality and excellence."
Una presa di posizione netta, sottoscritta nel 2017 da tre accademie delle scienze: Académie des Sciences, Leopoldina e Royal Society 2017. Da anni, i valutatori di stato italiani e la CRUI si tappano le orecchie, ma sull'inopportunità e i pericoli di un uso automatizzato di indicatori bibliometrici nelle valutazioni individuali dei ricercatori e dei singoli lavori scientifici c'è un consenso pressoché universale, testimoniato da diverse dichiarazioni sottoscritte da autorevoli organismi scientifici, agenzie di valutazione, premi Nobel e così via. Roars ha pubblicato una antologia, necessariamente incompleta, di queste prese di posizione pubbliche, sperando che possa servire da promemoria al neo-Ministro, alla CRUI e anche all'ANVUR, il cui direttivo sarà presto rinnovato per quattro settimi. (F: G. De Nicolao, Roars 17.01.20)