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AGENZIA NAZIONALE DELLA RICERCA. 5.026 PROFESSORI E RICERCATORI DI 77 UNIVERSITÀ ED EPR CHIEDONO DI RITIRARE IL PROVVEDIMENTO DI ISTITUZIONE. Il PARERE DEL CAPO DIPARTIMENTO MIUR PDF Stampa E-mail

La futura Agenzia nazionale della ricerca (ANR) è una nuova realtà che dovrebbe servire a promuovere, coordinare e finanziare i progetti dei vari enti di ricerca italiani con una dotazione - a regime - di 300 milioni l'anno. A differenza di analoghe strutture europee, a stringere e allargare i cordoni della borsa non sarebbe incaricato un comitato scientifico formato da ricercatori di chiara fama anche internazionali, ma un direttivo di nove membri, 6 dei quali di nomina governativa. Nel frattempo il Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria, coordinato dal professor Carlo Ferraro, già docente del Politecnico di Torino, ha deciso di promuovere un «Appello per la Ricerca Italiana» che, nei 3 giorni di diffusione utili per firmarlo, è stato sottoscritto da 5.026 Professori e Ricercatori di 77 Università ed Enti Pubblici di Ricerca Italiani. A preoccupare i firmatari è il rischio che l'Agenzia promuova solo alcune aree della ricerca applicata, trascurando quella di base che già soffre di un sottofinanziamento cronico. Inoltre nella proposta di istituzione dell'ANR c'è un altro aspetto molto grave, e cioè che l'ANR è essenzialmente di nomina "politica": infatti il Direttore è scelto dalla Presidenza del Consiglio e altri 5, dei 9 componenti complessivi, sono nominati da vari Ministri. La politica entrerebbe quindi a piè pari nel controllo delle Università e degli Enti di Ricerca, in dispregio dell'art. 33 della Costituzione. Di qui la richiesta di ritirare il provvedimento.
"L'articolo 28 che prevede l'istituzione dell'Agenzia, se non ulteriormente precisato, rischia da un lato di comprimere il principio costituzionale della libertà della ricerca interferendo sulla autonomia e autogoverno delle Università e degli Enti pubblici [...] Dall'altro lato, la norma interviene introducendo meccanismi di sovrapposizione con le competenze ministeriali.". "La disposizione [l' articolo 29] come proposta rischia di bloccare per anni le assunzioni di ricercatori e tecnologi".
A esprimere questi giudizi sugli articoli della Legge di Bilancio relativi a università e ricerca è stato il Capo Dipartimento Miur Giuseppe Valditara. (F: CorSera 05.12.19; Roars 13.12.19)