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SUL C.D. “PARADOSSO ITALIANO”: MENO FINANZIAMENTI MA BOOM DI CITAZIONI PDF Stampa E-mail

I ricercatori italiani hanno cominciato ad autocitarsi maggiormente rispetto ai loro colleghi stranieri, cosicché l'Italia ha cominciato a guadagnare posizioni nella classifica citazionale delle nazioni. Lungi dal muovere accuse ai ricercatori italiani, un articolo di Roars rintraccia l'origine di questo cambiamento nell'adattamento dei ricercatori ai criteri di valutazione bibliometrici promossi da Anvur. Essendo divenuto indispensabile avere un certo numero di citazioni per far carriera, i ricercatori si sono adattati, autocitandosi o scambiandosi citazioni. La notizia del doping citazionale italiano ha fatto rapidamente il giro del mondo ed è stata ripresa non solo dai quotidiani nazionali, incluso il Sole24Ore, ma anche da importanti riviste scientifiche internazionali, quali Nature, Science e Physics Today.
Il dibattito sul "paradosso italiano" (meno finanziamenti ma boom di citazioni) è esploso in seguito alla pubblicazione lo scorso settembre di un articolo di redattori di Roars su PlosOne. Il significato dell'articolo è stato generalmente ben compreso all'estero, dove i commenti si sono concentrati sugli effetti distorsivi dei criteri di valutazione numerici in un ambito così delicato come quello della ricerca scientifica. Esemplare il commento di Le Monde, che ha puntato il dito non tanto sui ricercatori italiani, ma sull'asineria governamentale ("ânerie gouvernementale") di chi ha concepito e varato regole destinate inevitabilmente a incentivare comportamenti opportunistici. Scelte sbagliate, quelle italiane, che sono frutto di provincialismo e di ritardi scientifico-culturali che, sostiene Roars, traspaiono anche dagli argomenti, tecnicamente inadeguati, usati dall'Anvur.
Il miracolo scientifico italiano è solo un'illusione, dovuta a doping citazionale, così ha scritto Roars in un articolo recentemente apparso su Times Higher Education. Eugenio Bruno, nel suo articolo su IlSole24Ore dello scorso 21 ottobre, dà voce alle obiezioni dell'Anvur. Eppure, la tesi del doping trova conferma proprio nel grafico, di fonte Anvur, che accompagna l'articolo di Bruno. Infatti, nella figura, che è tracciata al netto delle autocitazioni, non si vede traccia dell'impetuosa crescita scientifica italiana che tanto aveva impressionato gli estensori di un rapporto commissionato dal governo britannico. Il sorpasso dell'Italia ai danni del Regno Unito appariva imminente e inevitabile se, come avevano fatto gli esperti di Elsevier, si esaminava il grafico senza depurarlo dalle autocitazioni. (F: A.Baccini, G. DeNicolao, E. Petrovich, Roars 13.01.20)