Home
UK. PERCHÈ LA BREXIT PREOCCUPA L’ACCADEMIA INGLESE PDF Stampa E-mail

Ciò che spaventa maggiormente il mondo accademico inglese è l'eventualità che con la Brexit vengano a mancare letteralmente le persone per condurre la ricerca a un livello internazionale. Infatti, circa la metà delle pubblicazioni scientifiche delle Università del Russell group includono un autore internazionale e di queste il 60% includono autori europei. «Questa attività – afferma il prof. Bradshaw – è altamente internazionalizzata e assolutamente valida nei termini di accesso ai fondi europei in futuro. Questo è un aspetto chiave per noi. Se potessimo chiedere tre cose da vedere con la Brexit, una sarebbe l'impegno del governo a firmare gli accordi per Horizon Europe. La seconda sarebbe assicurare un'offerta di studio/lavoro per attrarre e mantenere studenti internazionali. La terza, un sistema Visa generale per consentire la stessa libertà di movimento che i ricercatori hanno attualmente. Il motivo per cui l'accademia inglese sembra così preoccupata della 'ritirata' dei ricercatori europei non riguarda soltanto un problema di finanziamento della ricerca made in UK, ma piuttosto quello della sua reputazione. In particolare, l'ipotesi di un'uscita del Regno Unito dal sistema del Consiglio europeo della ricerca è vista come un'opzione pericolosa che porterebbe a una perdita irrecuperabile. In prima istanza, il modello ERC basato sulla qualità della ricerca e sulla internazionalizzazione non potrebbe essere replicato all'interno del sistema di finanziamento interno al Regno Unito. In quest'ultimo, infatti, conta soprattutto la ricerca strategica e l'innovazione tecnologica, mentre ciò che realmente attrae i migliori ricercatori del mondo è l'elemento creativo, la ricerca libera e di base. (Fonte: M. Cuccurullo, Roars 06-07-19)