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EVOLUZIONE NEL TEMPO (DAL 31-12-13 AD AGOSTO 2019) DELLA NUMEROSITÀ DI RICERCATORI E PROFESSORI UNIVERSITARI PDF Stampa E-mail

Come sta evolvendo negli ultimi anni la consistenza numerica e la composizione del corpo docente del sistema universitario italiano? Per rispondere a tale domanda Andrea Ventura su Roars ha preso in esame la situazione attuale (agosto 2019) dal database del CINECA (http://cercauniversita.cineca.it) confrontandola con quella degli anni precedenti. Per tener conto degli esiti del reclutamento a seguito dell'entrata in vigore della legge 240/2010 e dell'Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), come anche per altre indagini già pubblicate su ROARS (http://www.roars.it/online/author/andrea-ventura/), la situazione di partenza più opportuna da considerare è stata giudicata quella risalente al 31/12/2013. Segue una sintesi del rapporto di A. Ventura che riporta anche uno studio per area CUN e per Regione sugli effetti del reclutamento universitario dal 2013 ad oggi.
Analizzando la consistenza numerica dell'intero corpo docente universitario e procedendo in ordine di fascia, si osserva innanzitutto che il numero di professori ordinari (PO) ha subito una lenta riduzione a partire dal 2013 e per i tre anni successivi, passando da quasi 13.900 a meno di 13.000, mentre dal 2017 in poi si è riscontrata un'inversione di tendenza e, attualmente, tale numero è risalito fino ad attestarsi attorno a 13.500. Si può concludere, in definitiva, che il numero di professori di 1^ fascia negli ultimi anni è rimasto pressoché costante.
Dal 2013 ad oggi il numero di professori associati è salito da circa 15.800 a quasi 21.400: si tratta di un incremento superiore al +5% annuo, risultato netto di molteplici dinamiche di reclutamento.
Il numero di ricercatori a tempo indeterminato si è dimezzato dai 23.780 in servizio nel 2013 ai 12.000 attuali. La variazione relativa più rilevante verificatasi nel periodo dal 2013 ad oggi riguarda senz'altro i ricercatori a tempo determinato (RTD). Per quanto concerne i RTD di tipo "b", mentre nel 2013, a breve distanza di tempo dall'istituzione di tale figura, complessivamente in Italia ve n'erano poco più di un centinaio, oggi in servizio ci sono ormai 3.900 RTDb. In merito ai RTD di tipo "a", considerando che già la legge 230/2005 aveva introdotto un'analoga forma di contratto per giovani ricercatori, la variazione relativa è in proporzione molto più contenuta: in tal caso si è passati da 2.900 unità nel 2013 a poco più di 4.600 attualmente. (Fonte: A. Ventura, Roars 02-09-19)