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NUOVE PROSPETTIVE PER LE LAUREE UMANISTICHE? PDF Stampa E-mail

Secondo Mark Cuban, come riporta un articolo di CorCom, i lavoratori altamente qualificati decideranno quel che vogliono ottenere e le reti neurali provvederanno a prendersi cura dei problemi pratici e di codifica. I lavoratori poco qualificati, d'altra parte, troveranno posti in cui dovranno etichettare i dati che vengono utilizzati per addestrare l'intelligenza artificiale, in maniera simile al modo in cui oggi il lavoratore di un magazzino organizza i prodotti sugli scaffali. Certo al momento, la laurea in informatica è in cima alla classifica di quelle più richieste e anche più pagate, ma "tra vent'anni, se sei un programmatore, potresti essere senza lavoro" dice sempre Cuban, che aggiunge 'i benefici a breve termine di un corso di informatica saranno presto superati dai guadagni a lungo termine di una laurea in discipline umanistiche. Creatività, collaborazione, capacità comunicative: queste cose sono molto importanti e faranno la differenza tra farcela o no'. Che le lauree umanistiche stiano ritornando in voga, dopo anni in cui sono state trascurate, lo dimostrano anche altre indicazioni che arrivano dal mondo del lavoro: ne è un esempio il rilancio della laurea in filosofia, conseguente alla nascita della figura aziendale del 'practical philosopher', un profilo che aiuta le aziende ad affrontare le nuove sfide poste dall'intelligenza artificiale e da una realtà sempre più complessa, a migliorare la propria cultura aziendale, a coniugare le opportunità di business con un'innovazione al servizio dell'uomo, a raggiungere obiettivi di responsabilità sociale d'impresa. (Fonte: university2business.it 03-06-19)