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ISTANZE DELLE REGIONI NELLA PROGRAMMAZIONE DELLE UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA IN AMBITO AUTONOMIA RAFFORZATA PDF Stampa E-mail

Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna hanno avanzato richieste al governo di più attenzione al territorio nella programmazione delle università e della ricerca nell'ambito del dossier dell'autonomia rafforzata regionale. Luca Zaia, Attilio Fontana e Stefano Bonaccini, i presidenti rispettivamente di Veneto, Lombardia ed Emilia, hanno avanzato la richiesta di un coordinamento delle università dei rispettivi territori, «nel rispetto dell'autonomia» delle stesse istituzioni, così da integrare l'attività didattica nell'interazione con il tessuto produttivo del territorio. Una curvatura della didattica, dunque, che dovrebbe interessare solo alcuni corsi e che comunque non potrà prescindere dall'accordo con i singoli atenei, la cui autonomia è presidiata dalla Costituzione.
Sull'altro piatto della bilancia è prevista la possibilità che le regioni finanzino posti in deroga rispetto all'organico degli atenei. Sempre le regioni potranno disporre integrazioni salariali per il personale, aggiuntive rispetto al trattamento previsto a normativa vigente.
Novità anche per la ricerca: con particolare attenzione al sostegno e allo sviluppo delle attività di impresa e delle startup, le regioni chiedono la partecipazione alla programmazione delle attività di ricerca scientifica e tecnologica per i settori di maggior ricaduta per la produttività del territorio. (Fonte: A. Ricciardi, ItaliaOggi 12-02-19)