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ADOZIONE DELLE C.D. DIGITAL CREDENTIAL E DEGLI OPEN BADGE, ANCHE CON L’APPLICAZIONE DELLA BLOCKCHAIN, PER VERIFICARE IN MODO DIGITALE LE COMPETENZE E I RISULTATI OTTENUTI PDF Stampa E-mail

Le tecnologie digitali abilitano nuovi modelli di business che aprono il mercato della formazione a nuovi soggetti con cui l'università deve confrontarsi. Quest'ultima risponde sviluppando e integrando nei curricoli nuove micro-credential e incrementando l'offerta di percorsi di sviluppo personale e professionale per studenti e laureati. Si va quindi affermando sempre più l'adozione delle cosiddette digital credential e degli open badge, anche con l'applicazione della blockchain, per verificare in modo digitale le competenze e i risultati ottenuti.
Basti pensare alle maggiori piattaforme internazionali di corsi online aperti su larga scala, i MOOC (Massive Open Online Courses), come edX e Coursera, o all'acquisizione di Linda.com da parte di Linkedin o ancora a nuove piattaforme come Deeplearning.ai dove, senza alcun rapporto con il mondo accademico, il fondatore Andrew Ng è attualmente il docente con il maggior numero di studenti nel mondo, per alcune delle competenze più ricercate in ambito IT.
A livello nazionale, iniziative come il network Eduopen e l'adozione del digital credentialing, ovvero la possibilità di attestare e verificare in modo digitale le competenze e i risultati conseguiti, attraverso gli Open Badge vanno proprio in questa direzione. A giugno 2018 la CRUI, nell'ambito dell'iniziativa "Università Digitale", ha indicato gli Open Badge e la piattaforma Bestr, sviluppata da Cineca, come riferimenti nazionali per la rappresentazione e l'attestazione di competenze (documento "Competenze Crediti Certificazioni" di giugno 2018). Ad oggi, il 15% degli atenei statali ha già adottato gli Open Badge, le università hanno pubblicato il 70% dei badge pubblicati sulla piattaforma Bestr.it e il 23% dei badge assegnati agli studenti è stato riconosciuto all'interno dei sistemi di gestione della carriera sotto forma di crediti formativi universitari (CFU).
La Blockchain può essere intesa come una enorme lista globale di "registrazioni" distribuita in rete e organizzata in maniera decentralizzata che tiene traccia delle transazioni che avvengono tra diverse identità digitali della stessa persona. Tutti i partecipanti a questa rete contribuiscono alla memorizzazione permanente dei dati firmati e alla gestione della Blockchain, permettendo l'accesso alle informazioni anche senza una copia locale di tutti dati. Nel 2016, il MIT Media Lab ha proposto uno standard aperto e a prova di manomissione per il rilascio di attestati, basato su Blockchain e denominato Blockcerts, che propone un linguaggio comune per la rappresentazione delle attestazioni e permette il controllo e la verifica veloce e disintermediata delle credential. Blockcerts permette di verificare l'emissione di un titolo (ad esempio del titolo accademico) utilizzando un certificato digitale che riflette le competenze e conoscenze acquisite dal titolare senza la necessità di contattare l'istituzione emittente, perché la prova crittografica è disponibile pubblicamente in una transazione presente sulla Blockchain in maniera inalterabile. (Fonte: M. Bertazzo e M. Cacciamani, agendadigitale.eu 11-12-18)