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PLAGIO ACCADEMICO, PIÙ FREQUENTE IN ITALIA CHE IN SPAGNA E GERMANIA PDF Stampa E-mail

La politica spagnola negli ultimi mesi è stata scossa da diversi casi di plagio accademico: la stampa ha sollevato dubbi su come il presidente del governo e il leader del principale partito di opposizione hanno ottenuto i loro titoli accademici, mentre la presidente della comunità di Madrid e la ministra della Salute si sono dimesse dopo essere state accusate di aver copiato le loro tesi di master. Qualche anno fa, in Germania, ebbero simile sorte sia la ministra dell'Istruzione sia quello della Difesa.
Accuse analoghe, in Italia, non hanno avuto conseguenze né politiche né accademiche. Come si spiega la differenza rispetto a Spagna e Germania? Una prima spiegazione chiama in causa il ruolo dei media italiani che, con poche eccezioni (fra cui lavoce.info), non si sono comportati come quelli spagnoli e tedeschi. Una seconda spiegazione è invece legata all'alta tolleranza della comunità accademica nei confronti del plagio che, secondo la redazione di Noisefromamerika, rasenta l'omertà. Più in generale, quando sono in molti a infrangere le regole, i costi di farlo si abbassano: se così fan tutti (o molti), gli anticorpi hanno più difficoltà a entrare in azione. Per esempio, nei casi italiani, le istituzioni che per prime avrebbero dovuto chiarire le vicende non sono state particolarmente solerti.
Ma il plagio accademico e le altre frodi scientifiche sono davvero più diffusi in Italia di quanto non siano altrove? Per rispondere, l'autore dell'articolo, ha utilizzato una recente base dati che identifica gli articoli ritirati (retracted) da riviste scientifiche a causa di errori o vere e proprie frodi scientifiche. Nel periodo 1997-2017, tenendo conto del totale delle pubblicazioni, gli articoli ritirati con autori italiani sono leggermente più numerosi di quelli con autori statunitensi e più del doppio rispetto a quelli con autori francesi. Una parte importante delle differenze è dovuta proprio alla frequenza dei plagi. Quando si considerano i soli articoli ritirati perché copiati, la distanza si allarga notevolmente. I plagi italiani, sempre controllando per il numero delle pubblicazioni, sono quasi il triplo di quelli spagnoli e quasi cinque volte quelli tedeschi. (Fonte: F. Sylos Labini, lavoce.info 13-11-18)