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CONTRO IL PIANO S PER LE RIVISTE ACCESSIBILI PROTESTANO PIÙ DI 700 SCIENZIATI PDF Stampa E-mail

Se ci fosse un referendum, più di 700 scienziati, pur favorevoli all'apertura e alla gratuità dei paper scientifici per tutti, voterebbero no. Come mai? Perché contestano alcune linee di un piano, detto Piano S, da poco proposto e sottoscritto da diverse istituzioni scientifiche di 11 Paesi europei. L'obiettivo del piano è quello di rendere open access tutte le pubblicazioni di ricerche finanziate da enti pubblici. Varato agli inizi di settembre 2018 da diverse nazioni, inclusa l'Italia, il piano S entrerebbe in vigore dal 1° gennaio 2020. Oggi, più di 700 scienziati europei contrari a questo progetto hanno divulgato una lettera, o meglio una open letter, in cui spiegano le ragioni per cui secondo loro è estremo e troppo rischioso. B. O'Malley su UWN (13-11-18) riferisce: "The researchers say the plan is unfair for the scientists involved and is too risky for science in general". Il focus centrale della lettera riguarda le riviste che seguono il modello ibrido di pubblicazione (che sono la maggior parte), ovvero per cui parte dei contenuti sono open access e parte a pagamento. Tali riviste guadagnano e si sostengono sia tramite gli abbonamenti dei lettori sia attraverso la tariffa per la pubblicazione, il cosiddetto pubblication fee, a carico dell'autore o dell'istituzione per cui lavora, per rendere l'articolo immediatamente accessibile. Nell'ipotesi che il piano S entri in vigore, si legge nella lettera, potrebbe anche accadere che sia vietato l'accesso alle riviste non open access (e così la possibilità di pubblicarvi), che rappresentano più dell'85% dei giornali prestigiosi e accreditati, collegati a importanti società scientifiche. (Fonte: Wired 13-11-18)