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HORIZON 2020. IL SISTEMA PUBBLICO DELLA RICERCA. LA SPESA IN R&S. IL FONDO ORDINARIO DEGLI EPR PDF Stampa E-mail

L'Italia incassa poco dal programma "Horizon 2020". Il tasso di successo in rapporto al numero di domande presentate, nello strumento dedicato alle PMI, è decisamente al di sotto della media, così come accade per l'intero apparato dei fondi Horizon 2020. È vero che l'Italia, in termini di progetti, conquista una fetta importante (14,7% del totale), ma la quota scende all'8% in termini di fondi. Il che, probabilmente, è il risultato di progetti di piccole dimensioni (tra i 100 e i 250mila euro) e della minore stazza media delle nostre PMI, come testimoniato dalla relazione inversa presente per la Germania (il 6% in termini di progetti di successo, che però hanno raccolto il 17,7% dei fondi globali). Sul fronte degli interventi sostenuti dal MIUR, riferiti alle aree individuate dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente (Snsi), nonché dal pilastro Excellent Science all'interno di Horizon 2020, emerge una situazione di stallo, con una media dello stato di realizzazione dei progetti molto bassa. Peraltro, laddove l'erogazione delle risorse si è completata, non ha corrisposto, nella larga maggioranza dei casi, l'attuazione dei progetti nei tempi originariamente previsti. Fanno eccezione i settori Trasporti e Aerospazio.
Il sistema pubblico della ricerca italiana appare molto frammentato (21 enti di ricerca, vigilati da 7 diverse amministrazioni centrali) e sviluppa poco partenariato con le realtà industriali.
La spesa in R&S e la performance in innovazione sono al di sotto della media europea. In particolare, nel 2017, l'intensità complessiva di R&S (cioè la spesa totale destinata a ricerca e sviluppo in percentuale del PIL) è stata pari all'1,8%; un livello lievemente superiore a quello del 2016 (1,5%), ma ancora nettamente al di sotto della media UE (2,1%) e distante dagli obiettivi 2020 fissati dall'UE stessa (in media nell'area UE la spesa in R&S dovrà essere pari al 3% del PIL entro il 2020: 1% di finanziamenti pubblici, 2% di investimenti privati).
Il Fondo Ordinario di funzionamento degli Enti pubblici di ricerca (FOE) nella sua globalità ha subito una drastica diminuzione fra il 2010 ed il 2015, per poi rimanere stabile negli ultimi due anni. D'altro canto i Fondi premiali, la cui provenienza è quella del Fondo Ordinario, sono destinati da quest'anno alle stabilizzazioni del personale precario. Decisione di per sé lodevole, che consente di stabilizzare un numero elevato di aventi diritto, ma che ne impedisce l'utilizzo per finalità di sviluppo degli Enti, mettendo seriamente a rischio lo svolgimento delle attività di ricerca e ritardando quelle condizioni abilitanti che fanno sì che i ricercatori d'eccellenza conducano le loro ricerche nel nostro Paese. (Fonte: G. Ruggiero, agendadigitale.eu 01-12-18)