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DI NUOVO SI PARLA DEL VALORE LEGALE DELLA LAUREA PDF Stampa E-mail

Il valore legale del titolo di studio, la laurea, è un tema evergreen della politica. La funzione principale di questo istituto è quella di fornire un criterio oggettivo per la selezione dei candidati nei concorsi pubblici e per l'inclusione negli ordini professionali. Sulla questione si è espresso anche l'iperattivo ministro dell'Interno Matteo Salvini che in un intervento alla scuola di formazione politica della Lega ha dichiarato: «Negli ultimi anni scuola e università sono stati serbatoi elettorali e sindacali. L'abolizione del valore legale del titolo di studio è una questione da affrontare». Il ministro dell'istruzione, il leghista Bussetti, ha frenato lo slancio del vice premier, pur rimanendo possibilista: «In questo momento non è in programma, non è detto che non possa essere analizzato in futuro». Una proposta di abolizione era stata discussa anche nell'agenda del governo Monti, che nel 2012 aveva deciso di aprire una consultazione pubblica sul tema. Eliminando il valore legale, la valutazione delle competenze di un candidato sarebbe affidata in gran misura al «nome», o meglio al prestigio dell'università frequentata. Questo dovrebbe costituire un incentivo per gli atenei a competere tra loro, e migliorare in termini di efficienza e qualità dell'offerta didattica. Per i critici si tratta di una misura classista che favorirebbe solo coloro che possono permettersi l'iscrizione alle università d'élite. (Fonte: Il Manifesto 13-11-18)