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UNIVERSITÀ E P.A.: BILANCIAMENTO TRA INTERESSI PUBBLICI E COMPETIZIONE PRIVATA PDF Stampa E-mail

Autore: Laura Tittarelli. Salvisjuribus.it – Rivista giuridica. Pubblicato 17-10-18.
Parlare di università statale quale realtà del complesso sistema della Pubblica Amministrazione solleva alcune riflessioni in merito alla peculiare natura di questo particolare Ente rispetto al complesso degli Enti pubblici tra i quali viene annoverato. Muovendo quindi da una definizione della Scienza dell'amministrazione e da una considerazione sull'opportunità di riferirsi alla stessa quale "disciplina al plurale", sia poiché beneficia degli apporti di aree disciplinari diverse, sia per la varietà di pubbliche amministrazioni di cui tale scienza si occupa, si vogliono evidenziare i principi in ossequio ai quali l'azione degli atenei si concretizza. Viene enfatizzato il concetto secondo cui le realtà accademiche, pur rientrando a pieno titolo nel novero degli Enti pubblici ed essendo pertanto tenute al perseguimento di obiettivi di pubblico interesse e a operare nel rispetto sia di principi generali di amministrazione pubblica, sia di principi propri di un Ente di formazione, e pertanto orientati allo sviluppo civile, culturale e scientifico della comunità, nonché alla produzione e trasmissione di conoscenza, sono comunque assoggettate ad alcune regole del libero mercato.
Rilevando quelle che costituiscono le fonti di finanziamento delle università e specificando che in parte sono di provenienza statale (specificando che solo una porzione di tali fondi sono a quota fissa, mentre per il resto sono erogati in forma premiale) e per il resto dipendono dalla capacità del singolo ateneo di produrre e comunicare alti standard di qualità, elemento di richiamo per potenziali studenti iscritti (e pertanto portatori di introiti sotto forma di tasse universitarie) e potenziali investitori privati, si arriva alle riflessioni finali sul ruolo che una istituzione formativa dovrebbe oggi avere nel bilanciamento tra interessi pubblici e privati, anche attraverso l'utilizzo di strumenti tipici dell'economia concorrenziale. (Fonte: Introduzione del saggio)