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ACCESSO AL CDL IN MEDICINA. IL VAGHEGGIATO SISTEMA FRANCESE PIÙ RIGIDO DEL NOSTRO NUMERO CHIUSO PDF Stampa E-mail

Per il superamento del numero chiuso a Medicina nel contratto di governo si riparte dal c.d. modello francese: ammissione per tutti al primo anno e sbarra¬mento a partire dal secondo, sulla base di esami sostenuti e crediti maturati. È un'ipotesi non nuova in Italia. Il primo governo a lanciarla fu quello con la ministra dell'Istruzione dell'epoca, Stefania Giannini, che provò a farla decollare. Ma a favore del modello francese si erano espressi in precedenza anche molti esponenti del centrodestra. La questione fu poi accantonata: per renderla operativa sarebbe stato necessario avere dei fondi per sostenere l'adeguamento delle università. «Il modello francese è di sicuro la base di partenza della revisione a cui lavoreremo», ha confermato Francesco D'Uva, capogruppo Cinquestelle alla Camera. Nella scorsa legislatura aveva già affrontato la questione presentando una proposta di legge di cui era primo firmatario. La riforma presente nel provvedimento poneva alcuni requisiti per la selezione a partire dal secondo anno: aver superato un test di accesso alla fine del primo anno basato sulle materie studiate, e avere ottenuto una posizione abbastanza elevata nella graduatoria finale creata tenendo conto del fabbisogno reale del Servizio sanitario nazionale. Chi resta fuori può ottenere dei crediti per frequentare altri corsi di laurea. La proposta è stata ripresentata alla Camera in questa legislatura. E' una rivisitazione del sistema francese che i francesi dopo l'esperienza fatta hanno abbandonato e che ciò nonostante la ministra Giannini proponeva anche in Italia. Ma, a parte l'ingolfamento di aule al 1° anno (tutti ammessi) e l'insufficienza del corpo docente a gestirlo, le condizioni per l'accesso al 2° anno sono più severe di quelle per l'accesso al 1° anno con il test attuale. (Fonte: F. Amabile, Secolo XIX 02-09-18)
Abolire il numero chiuso a Medicina sarebbe "Un passo indietro di 30 anni con il rischio di perdere il valore europeo della laurea perché sarà impossibile certificare la frequenza con un numero di iscritti 5 volte superiore a quello che le università possono formare bene". (E. Gaudio, EdP)