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UN BACINO DI MEDICI SOTTO-OCCUPATI CHE ANDREBBE SOLO AD AMPLIARSI CON INGRESSI INDISCRIMINATI AL CORSO DI LAUREA PDF Stampa E-mail

A quanto si va leggendo, l'addio al numero chiuso servirebbe a formare i medici «che servono» al nostro sistema». Oltre ai posti vacanti oggi, i sindacati di settore stimano un vuoto di 45mila figure per effetto dei pensionamenti nell'arco dei prossimi cinque anni. Il problema, rilevato anche dal Segretariato italiano giovani medici, è che il collo di bottiglia nell'accesso alla professione si crea dopo, non prima della laurea. Ogni anno, infatti, il concorso per le scuole d'accesso mette a disposizione un totale di borse sempre inferiore alle domande avanzate. Per il 2017-2018 si parlava di 6.934 contratti a fronte di 16.046 candidati (9.200 in più). Dati della Federazione
nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri stimano una media di 1000 laureati tagliati fuori ogni anno, con il rischio di finire ai margini se non ottengono neppure l'accesso al corso di Medicina di famiglia. Un bacino di medici sotto-occupati che andrebbe solo ad ampliarsi con ingressi indiscriminati fin dall'anno di esordio all'università. «Già oggi c'è un pool di neolaureati e medici "per strada", senza contare i migliaia che se ne vanno all'estero. Ha senso concentrarsi sul test di ingresso del primo anno?». (Fonte: A. Magnani, S24 18-10-18)