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LAUREE PROFESSIONALIZZANTI. FINALMENTE ANCHE IN ITALIA MA CON INIZIO STENTATO PDF Stampa E-mail

Le lauree professionalizzanti debuttano a novembre: sono 700 posti in tutta Italia divisi in 14 corsi come prevede la sperimentazione messa in campo dal Miur. Le «Lauree professionalizzanti» sarebbero la , versione italiana delle Fachhochschulen che in questi ultimi decenni hanno fatto la fortuna dei giovani tedeschi, sfornando tecnici con elevata specializzazione e un grado di istruzione terziaria, cioè universitario. I corsi cominciano un po' in tutta Italia da Bolzano a Palermo, da Bologna a Sassari ma sono solo una goccia nel mare: si tratta di percorsi triennali nei quali almeno un anno è formato da laboratorio e tirocinio in istituzioni e aziende, mentre gli altri due anni sono di studio. Le nuove lauree potranno essere di quattro tipi: settore di ingegneria informatica e industriale; ingegneria civile ed edile; settore agrario alimentare e forse anche del settore veterinario. Ma nelle università c'è una storica avversione ai corsi pratico-tecnici con un anno di tirocinio al posto delle lezioni in aula, la rete degli Its, gli istituti tecnici superiori (corsi biennali creati sul territorio insieme alle associazioni industriali, poco oltre diecimila studenti lo scorso anno), temono di essere penalizzati dalle nuove lauree, e infine l'interesse del ministero e della politica è pressoché inesistente, nonostante la cronica piaga del basso numero di laureati del nostro Paese. Quanto ci vorrà per chiudere la sperimentazione ancora non è chiaro, né che cosa ne pensano al Miur. Proprio al ministero oltre al decreto per l'istituzione definitiva dei corsi, spetterebbe l'iniziativa per una legge che renda i corsi medesimi abilitanti, per prevedere che chi ha fatto un corso così specifico possa iscriversi poi all'albo professionale - dei geometri o dei periti - corrispondente. (Fonte: G. Fregonara, CorSera 19-09-18)