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QUASI TUTTO PRONTO PER L’ITALIA DIGITALE. MA MANCA LA CULTURA: OCCORRE DIFFONDERE LA CULTURA DIGITALE IN TUTTA LA POPOLAZIONE E ATTIVARE NUOVE TRAIETTORIE TECNICO-PRODUTTIVE PDF Stampa E-mail

Per Italia digitale è quasi tutto pronto: Agenda Digitale, Piano triennale, Accordo Stato Regioni, definizione di strutture e funzioni. Non resta che partire. Ma come? Non resta che stabilire chi sarà effettivamente alla guida. Cosa si aspetta allora a decollare? Si aspetta e si aspetterà ancora, temo. Perché nessuno ha avuto la forza di affrontare il problema fondamentale, quello della cultura, che si articola in due questioni. La prima consiste nell'effettuare un salto qualitativo e quantitativo nella cultura digitale della popolazione tutta, non per motivi di prestigio nel recuperare posizioni nelle graduatorie internazionali (vedi il DESI- Digital Economy and Society Index 2018), ma per una ragione di fondo. Il nostro modo di lavorare, di vivere nelle città e di consumare saranno profondamente cambiati dalla digitalizzazione dei processi e dei prodotti. La seconda questione fondamentale che l'Italia deve affrontare concerne l'apparato produttivo. Uno dei problemi decisivi da porre al centro dell'attenzione è il seguente: a parte le imprese global player e i Centri di ricerca avanzati, è difficile ipotizzare che le sfide generate dalla portata dei cambiamenti da apportare a processi e prodotti, cioè ripensarli su nuove basi tecnico-scientifiche in uno scenario fisico-digitale, possano essere fronteggiate autonomamente dal consistente insieme di unità medio-piccole, prevalentemente basate su conoscenze accumulate localmente nell'arco di decenni. (Fonte: M. Lombardi, agendadigitale.eu 01-09-18)