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ALLA CAMERA QUATTRO PROPOSTE DI LEGGE PER LA RIFORMA DELL’ACCESSO AI CORSI UNIVERSITARI DI MEDICINA PDF Stampa E-mail

Sul tavolo della commissione Cultura di Montecitorio ci sono già assegnati in sede referente quattro proposte: del vicepresidente della Camera ed esponente di Fratelli d'Italia Fabio Rampelli (AC 334); del Consiglio regionale del Veneto (AC 612), del deputato della Lega Paolo Tiramani (AC 1162); e del capogruppo M5S Francesco D'Uva (812).
Le prime due proposte puntano all'abrogazione tout court, a partire dal prossimo anno accademico, della legge 2 agosto 1999, n. 264 che disciplina gli accessi a numero programmato ai corsi universitari. Le proposte di legge messe in campo da Lega e M5S vanno oltre.
Tiramani suggerisce in particolare di introdurre nell'ordinamento universitario italiano «meccanismi selettivi meritocratici durante il primo anno di corso di studi, tenendo comunque conto di situazioni particolari che possano impedire o limitare lo studente nel sostenere tutti gli esami richiesti per evitare la decadenza dall'iscrizione al corso di studi».
Più complessa la proposta D'Uva (9 articoli). Oltre all'abrogazione della legge n. 264 del 1999, l'obiettivo è l'adozione del modello di selezione degli studenti già adottato dalle università di alcuni Paesi europei (Francia in testa), che dà la possibilità di «valutare l'effettiva attitudine dello studente a frequentare una determinata area di studi solo dopo che a questi sia stata data la reale possibilità di confrontarsi con le specifiche materie oggetto del corso». In pratica, libero accesso, senza test, per tutti gli aspiranti medici ai corsi di laurea dell'area sanitaria, con il primo anno di studi comune a medicina, farmacia e odontoiatria. Al termine, «test di verifica» per l'ammissione agli anni successivi, da superare con un punteggio minimo d'accesso «per un limite massimo di posti pari al fabbisogno del Servizio sanitario nazionale». (Fonte: V. Nuti, IlSole24Ore 05-11-18)