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ENTI PUBBLICI DI RICERCA. PIÙ CHE UN COORDINAMENTO MANCA UN SERIO PIANO NAZIONALE DI RICERCA PDF Stampa E-mail

Il neoministro Marco Bussetti ha ragione nel sostenere che esiste una certa frammentazione e uno scarso coordinamento nelle attività degli Enti Pubblici di Ricerca, non fosse altro perché se 12 sono vigilati dal MIUR, altri afferiscono a una pletora di altri ministeri. Sarebbe bene che ci fosse, anche a livello di governo, un minimo di coordinamento. Ma quello che manca è un serio Piano Nazionale della Ricerca, che definisca, esso sì, gli assi strategici dell'attività scientifica nel paese e li finanzi adeguatamente. Ma Marco Bussetti ha parlato di un'Agenzia Nazionale della Ricerca che dovrebbe avere il compito di coordinare e raccordare gli Enti e i Centri di Ricerca. Ed è questo che ha generato l'attenzione e, insieme, le perplessità di una parte della comunità scientifica. Le parole del ministro sembrano indicare la creazione di una sorta di super Ente che coordini e raccordi le specifiche ricerche degli attuali Enti e Centri. Il che si presta a due critiche, affatto diverse. Nel progetto non si fa cenno alla ricerca universitaria. Che ne sarà. Sarà fuori dal raccordo e dal coordinamento? L'altra critica, riguarda l'autonomia dei vari Enti e Centri di ricerca. Non è auspicabile un centro che coordini nel medesimo tempo il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ente generalista con oltre cento istituti che coprono l'intero scibile umano, e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) o l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) che invece svolgono la loro attività di ricerca in settori altamente specifici con progetti fortemente internazionalizzati, il primo nel campo della fisica delle alte energie e il secondo nel settore, come dice il nome, dell'astrofisica. Men che meno si può pensare a un'integrazione stretta tra enti di ricerca pura come questi ed enti, come l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), che afferisce al Ministero dell'Ambiente e che svolge sia attività di ricerca pura sia, soprattutto, attività di servizi tecnici altamente specializzati. La stessa cosa vale per l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), ente vigilato dal Ministero della Salute. (Fonte: P. Greco, IlBo 13--07-18)