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POST-BREXIT. L’ATTRAZIONE DEI RICERCATORI PER LA UE PDF Stampa E-mail

Uno studio del febbraio 2018, pubblicato dal Centre for Global Higher Education, con sede nel Regno Unito, riporta che molti accademici tedeschi considerano la Brexit un "vantaggio" e sperano di sfruttarlo per attirare ricercatori britannici nelle università tedesche. A loro volta, gli accademici britannici riferiscono che i propri laureati non cercano posizioni nel Regno Unito ma guardano invece all'UE o agli Stati Uniti. E la situazione potrebbe peggiorare. Uno studio del novembre 2017, condotto dalla britannica School of International Futures per la Royal Society, descrive un possibile Regno Unito post-secessione in cui le università competono per un ristretto gruppo di progetti qualificati prima finanziati dalla UE. Allo stesso modo, le imprese con sede nell'UE che finanziano la ricerca nelle università, potrebbero preferire mantenere i loro investimenti all'interno della comunità europea per evitare i grattacapi fiscali e normativi legati a collaborazioni di lavoro con istituzioni del Regno Unito post-Brexit. Secondo un'analisi del 2017 pubblicata sulla rivista scientifica Nature, i ricercatori stanno "affollando il paese" (la Germania), in parte a causa della Excellence Initiative da 4,6 miliardi di euro, che ha contribuito ad attirare almeno 4.000 scienziati stranieri in Germania dal 2005. (Fonte: Reuters 26-04-18)