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DIRITTO ALLA SCIENZA PDF Stampa E-mail

Un progresso scientifico promosso al netto della libertà individuale o della salute e benessere pubblici può consolidare tecnocrazie che stabiliscono cosa possa o non possa esser fatto senza alcuna possibilità di appello da parte di chi ne subisce le conseguenze – anche se questo apparentemente sono tutte di segno positivo. Per evitare che la scienza divenga il più potente alleato dell'autoritarismo, occorre che gli strumenti internazionali sui diritti umani vengano applicati alle nuove frontiere della ricerca scientifica e delle sue applicazioni tecnologiche. Le decine di trattati, convenzioni, patti e documenti che contengono gli elementi che qualificano i diritti individuali e collettivi stabiliscono precisi obblighi per i paesi che incorporano queste norme universali nei loro sistemi nazionali. Dall'Afghanistan allo Zimbabwe, passando per le nostre belle e ricche democrazie occidentali, i governi nazionali son tenuti ad adottare leggi che rispettino quanto contenuto nei documenti internazionali che hanno ratificato. Tra i vari diritti previsti a livello globale ve n'è uno che dobbiamo iniziare a chiamare con il suo nome: "diritto alla scienza": dalla libertà per i ricercatori di far il proprio lavoro al diritto di tutti di poter beneficiare del frutto delle ultime scoperte scientifiche, questo diritto alla scienza deve rientrare tra le preoccupazioni, e occupazioni, di chi ha a cuore il futuro della libertà e della democrazie perché racchiude implicazioni e le ripercussioni strutturali per il futuro dell'umanità. (Fonte: www.wired.it 09-04-18)