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L’UNIVERSITÀ SULL’ONDA DELLA RIVOLUZIONE DIGITALE PDF Stampa E-mail

L'ecosistema universitario italiano sta lavorando a un salto di qualità e alcune iniziative lasciano buone sensazioni. Milano, Torino, Roma, Napoli, Trento, Bologna. Negli ultimi anni, e in particolare negli ultimi mesi, sono proliferati i corsi triennali, le lauree magistrali e i master dedicati alle nuove frontiere dell'economia digitale: tecnologie Ict, data science, digital marketing, automazione, management 4.0, meccatronica e altri ambiti. La voglia di mettersi sull'onda della rivoluzione digitale sta innescando una competizione virtuosa tra gli atenei, desiderosi di accaparrarsi i migliori talenti da consegnare al mercato del lavoro. Dall'Università di Trento al Politecnico di Milano, dall'Università di Torino alla Sapienza di Roma, dalla Ca' Foscari di Venezia alla Federico II di Napoli, il ventaglio dei percorsi focalizzati sull'innovazione si sta allargando con effetti diretti sulle logiche della formazione universitaria. Tra questi spicca la maggiore integrazione fra discipline diverse e distanti (solo apparentemente). Ad esempio, in un corso di Data science si studia di tutto dall'economia all'intelligenza artificiale. Ma non si tratta di attivare un corso e stare a posto per qualche anno. Rettori e docenti sono consapevoli che la rivoluzione 4.0 si sta propagando a una velocità che non ha nulla a che vedere con quella delle rivoluzioni precedenti. E se aziende e PA devono saper stare ai continui cambi di passo dell'innovazione digitale, altrettanto devono saper fare le Università chiamate a formare menti e talenti resilienti. (Fonte: A. Frollà, A&F Rep 07-05-18)