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SALVARE L'UNIVERSITÀ ITALIANA PDF Stampa E-mail

Autori: Giliberto Capano, Marino Regini, Matteo Turri. Il Mulino 2017.
Nella parte introduttiva di questo saggio è esposta un'efficace sintesi dei fattori di crisi. Tra cui si legge il semplicismo della analisi, al contrario le complicate ingegnerie delle ricette, in particolare un intreccio di colpe che riguarda governi e politica, sistema economico (imprese) e quelle che il libro di tre professori universitari chiama le "oligarchie accademiche". Ne risulta – anche per improprietà della narrazione mediatica – un "clima culturale sfavorevole", che per trovare vie di uscita obbliga a confrontarsi con gli altri Paesi soprattutto europei. Quali sono le proposte che, nella seconda parte del saggio, trovano posto? Un cambiamento sostanziale dei processi di valutazione, mettendo fine allo scontro tra una valutazione iper-tecnicistica e il partito della non valutazione. La capacità di assumere dati e analisi per progettare il futuro con obiettivi misurati nel medio e anche lungo termine. La possibilità di riportare a centralità la didattica. Una sostanziale politica di sostegno al diritto allo studio. E solo nel quadro di questa manovra integrata la massiccia battaglia per l'allocazione adeguata delle risorse. Al termine, gli autori propongono due misure che vengono considerate "fattori di detonazione": attuare strumenti della contrattualizzazione poliennale dei rapporti tra ministero e atenei (mutuando il modello francese); concentrare le grandi scuole di dottorato obbligando gli atenei a specializzarsi nelle aree con probabilità di eccellere.
(Fonte: S. Rolando, http://www.linkiesta.it 21-03-18)