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USA. IN TANTE UNIVERSITÀ GLI STUDENTI SONO IMPEGNATI A ELIMINARE I CORSI DI STORIA E CIVILTÀ OCCIDENTALE PDF Stampa E-mail

Sta succedendo ovunque in America. Ancora nel 1970, dieci dei cinquanta college principali avevano un corso obbligatorio di "civiltà occidentale", mentre 31 di loro offrivano il corso agli studenti se avessero voluto sceglierlo. Oggi, secondo un rapporto dal titolo "The Vanishing West" della National Association of Teachers, nessuna università americana offre quasi più simili corsi.
Gli studenti laureandi in inglese presso l'Università della California dovevano fino a oggi seguire un corso su Chaucer, due su Shakespeare e uno su Milton, i capisaldi della letteratura anglosassone. A seguito di una rivolta della facoltà, durante la quale è stato annunciato che Shakespeare "faceva parte dell'Impero", anche la Ucla ha cancellato questi singoli autori. Al Reed College, una università celebre per le sue discipline umanistiche a Portland, nell'Oregon, si è svolta una scena surreale. Una protesta studentesca contro il corso Humanities 110. Un grande classico delle università americane, in cui agli studenti si fornisce una infarinatura sulla nascita e la formazione della civiltà occidentale. Gli studenti hanno organizzato un sit-in per protestare contro il corso fino a che il professor Libby Drumm, titolare di Humanities 110, ha ceduto dicendo che il nuovo curriculum avrebbe adottato una "struttura a quattro moduli" per includere anche "altri pensatori", oltre a quelli di Atene e Roma. Fino a oggi, il programma includeva letture di Platone, Aristotele e Cicerone, tra gli altri. Un gruppo di studenti chiamati Reedies Against Racism ha protestato per più di un anno, sostenendo che fosse "eurocentrico" e "caucasico". Lo scorso autunno, gli attivisti anti-razzisti avevano anche interrotto la prima lezione di Humanities 110, circondando la cattedra e interrompendo i professori, che alla fine si sono alzati e se ne sono andati. (Fonte: G. Meotti, Il Foglio 31-03-18)