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IL RAPPORTO PAESE 2018 DELLA COMMISSIONE EUROPEA PDF Stampa E-mail

L'università continua a essere caratterizzata da un alto tasso di abbandoni e da una durata troppo lunga degli studi. Ma è solo la premessa di Bruxelles che accende poi i riflettori su due ritardi storici della nostra istruzione terziaria. Innanzitutto il sottofinanziamento, visto che le risorse investite su questa voce non arrivano allo 0,4% del Pil. E poi una quota di laureati nella classe d'età 30-34 anni che nel 2016 si è assestata al 26,2% contro la media europea del 39,1. Ma i limiti italiani non finiscono qui perché se è vero che i diplomati che proseguono gli studi hanno di nuovo superato il 50% è altrettanto vero che i nostri laureati – si legge nel paper – continuano a guadagnare troppo poco e ci mettono di più a trovare un lavoro rispetto ai loro coetanei europei. Alcuni passi sono stati fatti sull'istruzione post diploma. Sia per il rifinanziamento degli Istituti tecnici superiori (Its) sia per l'avvio delle lauree professionalizzanti. Due tasselli nel percorso di avvicinamento tra le competenze in uscita dei ragazzi e quelle in entrata richieste dalle aziende. Due mondi che erano e restano lontani. (Fonte: www.corriereuniv.it 0903-18)