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PER LA RICERCA L'ITALIA STANZIA NUOVE RISORSE PDF Stampa E-mail

Il ministero dello Sviluppo economico farà partire una nuova linea di interventi da circa 440 milioni per sostenere progetti di ricerca. Ma nel frattempo il nostro target di spesa all'1,53% del Pil, messo nero su bianco nel 2015 dal Programma nazionale della ricerca, resta un miraggio. Siamo fermi all'1,29% (l'obiettivo di Europa 2020 è pari addirittura al 3%) nonostante dal 2013 a oggi l'Italia abbia gradualmente incrementato la focalizzazione degli aiuti di Stato proprio verso il sostegno alla "Ricerca, sviluppo e innovazione". Il confronto europeo sul tema è illuminante. Rapportando il totale degli aiuti di Stato al prodotto interno lordo nazionale, l'Italia con lo 0,22% è il Paese che spende meno dopo l'Irlanda. Ma la prospettiva è completamente ribaltata se si guarda nello specifico all'obiettivo "Ricerca, sviluppo e innovazione" che assorbe quasi il 30% delle risorse italiane complessive: in rapporto al Pil - rileva la Relazione annuale del ministero sugli incentivi - siamo dietro al solo Regno Unito. Negli ultimi anni l'Italia ha aumentato l'impegno specifico, portando dallo 0,04 allo 0,07% del Pil gli aiuti per la ricerca. In particolare, esaminando il bilancio del Fondo crescita sostenibile, il contenitore unico previsto qualche anno fa dalla riforma degli incentivi dello Sviluppo economico, si sommano stanziamenti pubblici per quasi 2,8 miliardi. Uno sforzo che non è però bastato a metterci in carreggiata verso il raggiungimento in tempi rapidi degli obiettivi europei, e oggi, tra le righe delle statistiche, si possono al massimo scorgere piccoli progressi. Un bilancio più chiaro ad ogni modo si potrà fare al pieno utilizzo dei fondi europei dedicati proprio alla ricerca per il periodo 2014-2020, inclusi quelli ora a disposizione come dote "straordinaria". (Fonte: C. Fotina, IlSole24Ore 07-03-18)