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VALUTAZIONE DELLA RICERCA. NEL PERIODO 2005-14 L’ITALIA ECCELLE IN RICERCA ONCOLOGICA PDF Stampa E-mail

C'era una volta il paradosso francese, secondo il quale i cugini d'oltralpe mangiano più grassi ma muoiono di meno per malattie cardiovascolari. Oggi, in tutt'altro campo, si parla di paradosso italiano. La ricerca italiana va bene anche se finanziata meno che negli altri Paesi. L'ultimo rapporto sulla ricerca oncologica sul cancro pubblicato da Elsevier in base ai dati Scopus (Cancer Research Report di Elsevier) sembrerebbe confermare il paradosso. Esaminando il periodo 2005-2014, l'Italia eccelle in questo settore di ricerca alla luce di diversi parametri. Nel 2014 siamo, ad esempio, al secondo posto fra i Paesi presi in esame per crescita nel numero di citazioni dal 2010 e al terzo rispetto al 2005, mentre balziamo al primo posto per numero di pubblicazioni nel 10% delle più citate. Per l'Italia, il rapporto Elsevier Scopus evidenzia ottime performance quanto a impatto citazionale corretto per campo (Field-weighted citation impact - FWCI), che divide il numero di citazioni ricevute da una pubblicazione per il numero medio di citazioni ricevute da pubblicazioni nello stesso campo, dello stesso tipo e pubblicate nello stesso anno. La media mondiale è pari a 1. Valori superiori a 1 indicano un impatto di citazioni superiore alla media, mentre i valori inferiori a 1 indicano che l'impatto della citazione è al di sotto della media. Ebbene, dal 2005 al 2014 la Cina ha visto un incremento importante, passando da un indice di 0.5 a uno di 1.2. Molti altri paesi, come Giappone, Francia, Germania, Regno Unito, hanno visto aumentare il loro FWCI, mentre gli Stati Uniti si sono mantenuti stabili. Ma ciò che sorprende è che l'ultimo impatto citazionale italiano è secondo solo a quello britannico (2.07 contro 2.08). (Fonte: L. Carra, C. De Rold, Scienzainrete 05-03-18)