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SI AVVIA LA RIFORMA DEI SETTORI SCIENTIFICO-DISCIPLINARI PDF Stampa E-mail

La ministra Fedeli ha inviato una lettera ufficiale al Consiglio universitario nazionale chiedendogli «di avviare una verifica delle criticità relative all'offerta formativa per Classi di Laurea e di Laurea Magistrale nonché all'articolazione dell'attuale classificazione dei saperi in settori scientifico-disciplinari [...], ai fini di una migliore interpretazione e capacità di governo da parte dell'offerta formativa erogata nei confronti dei cambiamenti costanti che caratterizzano le società contemporanee ... «i tempi sono ormai maturi per un intervento complessivo di semplificazione. E di questa semplificazione ce n'è obiettivamente bisogno: abbiamo quasi 380 settori scientifico-disciplinari (..), 150 classi di laurea o laurea magistrale alle quali afferiscono i 4454 corsi di studio attivati per l'anno accademico in corso 2017-2018». «Dobbiamo muoverci sulla direttrice delle flessibilità e dell'ammodernamento dell'offerta formativa affinché la riforma dialoghi con la riforma», ha aggiunto poi Carla Barbati, presidente del CUN. Il punto «è che i settori scientifico-disciplinari sono diventati un riferimento per la formazione, la ricerca, ma anche per il reclutamento. Per cui ora l'appartenenza a un settore è anche un criterio di valutazione. Dobbiamo lavorare affinché le cose cambino, quindi al loro riordino, a una ricognizione della classi di studio, pensando che si tratti dell'inizio di un percorso, non della coda». «L'obiettivo - ha precisato Marco Abate, Coordinatore Commissione Politiche per la formazione universitaria CUN - non è quello di attuare una riduzione, ma una razionalizzazione di un sistema ormai vecchio, per renderlo più efficiente e adeguato al contesto. I settori scientifico disciplinari hanno 20 anni, quelli concorsuali risalgono al 2011 ma riflettono una realtà superata. Speriamo di riuscire ad effettuare questo restyling entro aprile 2018, certamente ne imposteremo l'architrave, partendo come stiamo facendo dall'analisi di ciò che non funziona». (Fonte: B. Pacelli, IlSole24Ore 02-02-18)