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DOPO IL CROLLO DELLA POSIZIONE ACCADEMICA DELL’AMBITO UMANISTICO SI STA AFFERMANDO UNA CONCEZIONE DEL SAPERE UMANISTICO “APPLICATA” O “APPLICATIVA” PDF Stampa E-mail

L'effetto della grande crisi dell'università conferma che si sta dissolvendo l'idea della preminenza delle humanitates come chiave di lettura per interpretare la realtà, che sta perdendo di significato l'idea che la Storia sia utile per interpretare il presente, che la Filosofia faccia crescere e mantenga alto il senso critico, che la Letteratura penetri lo spirito dell'uomo e che la Classicità trasmetta quei riferimenti del pensiero che permettono a un individuo di rapportarsi a qualsiasi esperienza e problema. La diminuzione del corpo docente tra il 2007 e il 2017 è stata del 13 % circa, ma con effetti profondamente diversi tra i vari settori: mentre ad esempio gli organici dei dipartimenti di Ingegneria industriale e dell'informazione (Area 9 CUN) sono cresciuti del 3% e quelli di Economia (Area 12) dello 0,3%, altri settori scientifici non sono stati messi nelle condizioni di sostituire il (numeroso) personale posto in quiescenza. L'ambito umanistico (Aree 10 e 11) si è ridotto del 20%, perdendo oltre 2 mila degli 11 mila docenti in servizio nel 2007. Al suo interno, tuttavia, le differenze sono state notevoli e indicano alcune linee di tendenza culturali e scientifiche. I settori scientifico-disciplinari che hanno visto ridurre maggiormente i propri organici sono stati la Letteratura francese (-48%) e la Lingua e letteratura latina (-41%). Due fra i capisaldi della cultura europea occidentale otto-novecentesca stanno cioè crollando nella loro posizione accademica. Storia perde in dieci anni 1/3 della sua presenza universitaria. Un quarto e oltre dei docenti di Geografia, Filosofia e Storia delle letterature non sono stati sostituiti. Tuttavia, secondo i dati AlmaLaurea, a cinque anni dalla laurea l'occupazione dei laureati in scienze umani e sociali è dell'85% contro il 91% delle lauree scientifiche. Si sta affermando una concezione del sapere umanistico "applicata" o "applicativa": ridimensionata la valenza formativa generale, si cercano le materie che oltre a insegnare consentano una specializzazione, anche professionale. Una lingua straniera è sempre più vista come un veicolo di comunicazione, e gli aspetti culturali sono diventati secondari. La diminuzione meno contenuta della media della Storia dell'arte sta, ad esempio, ad indicare che nello studio e nella tutela del patrimonio culturale va individuata una delle chiavi per salvaguardare e promuovere gli studi umanistici nel nostro Paese. Altri settori, quelli che studiano i nuovi media e la comunicazione visiva, resistono invece grazie al cambiamento che sta investendo il mondo della comunicazione e della rappresentazione iconica. Legato in qualche modo al "saper fare", o meglio all'"insegnare come fare", è anche l'incremento degli organici dei pedagogisti e degli psicologi, tra i quali si annidano tuttavia veri e propri infiltrati scientifici: gli Psicobiologi e psicologi della fisiologia aumentano addirittura di 1/3 il proprio numero. Questa tendenza può certamente essere letta anche in positivo, come una maggiore ricerca di concretezza e di investimento positivo del sapere acquisito nelle aule universitarie. (Fonte: A. Zannini, Il Mulino 19-01-18)
La tabella mostra percentualmente qual è stata la diminuzione del corpo docente (professori e ricercatori, comprese le nuove figure "a tempo determinato") nel decennio della grande crisi dell'università 2007-2017 (Fonte: www.cercauniversita.cineca.it )