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I LUDI DIPARTIMENTALI E L’EQUILIBRATA DISTRIBUZIONE DELLE RISORSE PDF Stampa E-mail

Si è conclusa da pochi giorni la competizione (i c.d. ludi) per l'attribuzione dei cospicui fondi destinati ai cosiddetti «dipartimenti di eccellenza». L'università di Bologna ha un numero di «premiati» che è pari a quello di tutte le regioni del Sud e delle isole, tolta la Campania, per un totale superiore ai 113 milioni in cinque anni. A Palermo ne andranno poco più di 8. Per molti questa è semplicemente la logica della «meritocrazia»: all'Italia possono bastare cinque o sei «vere» università e poco importa la loro collocazione. Si tratta di una pericolosa semplificazione: una equilibrata distribuzione di strutture formative e di ricerca di alto livello è fondamentale per creare concrete opportunità di sviluppo economico e sociale su tutto il territorio nazionale, senza pretendere per questo che si facciano ovunque le stesse cose nello stesso modo. L'obiettivo principale di una valutazione rigorosa dovrebbe essere quello di individuare e superare le inefficienze e far progredire l'intero sistema e si possono riconoscere le punte di impegno e di qualità senza alimentare l'ossessione di classifiche da scalare con ogni mezzo per sopravvivere. (Fonte: S. Semplici, CorSera 15-01-18)