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CORSI IN INGLESE (4) PDF Stampa E-mail

Le università italiane, fin dal Medioevo, sono un simbolo di autonomia dal potere. Tutelare la libertà di insegnamento dei singoli atenei, lasciarli competere con le migliori università mondiali per i migliori studenti, è obiettivo da non sacrificare in nome di un insensato sciovinismo linguistico.
La bocciatura del Consiglio di Stato rischia di ripercuotersi su tutto il sistema universitario italiano, con richieste - a questo punto legittime - da parte di docenti di altri atenei italiani che vorranno l'adeguamento del doppio binario linguistico dove presenti corsi di studio solo in inglese. Una reazione a catena che può creare non pochi problemi organizzativi, di budget e offerta formativa. L'adeguamento imposto dalla Consulta sarà sicuramente oggetto di confronto fra i vari rettori italiani (la CRUI) e il MIUR, come dichiarato dall'attuale rettore del PoliMi, Ferruccio Resta, al Corriere della Sera, poiché oltre al difficile automatismo, non c'è nessuna volontà di duplicare i corsi, con l'obiettivo di "garantire una formazione di qualità in un contesto anche multietnico per tutti gli studenti". Sarà forse necessario un intervento in sede europea per aprire definitivamente all'insegnamento in lingua inglese nei corsi universitari e post-universitari. L'italiano si difende facendo dell'Italia un posto vivo, frequentato, ambito, non attraverso un'insensata chiusura burocratica mascherata da diritto costituzionale. (Fonte: P. Falasca, V. Giannico, likiesta 02-02-18)