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USA. PRESTITI STUDENTESCHI. IL PROBLEMA DEL RECUPERO CREDITI PDF Stampa E-mail

Fu iI presidente L. Johnson nel 1965 a introdurre i prestiti studenteschi, decisivi nel permettere l'accesso ai college a tanti studenti meritevoli ma senza il capitale necessario a pagarsi gli studi. L'idea era semplice e ha funzionato per decine di anni: banche e finanziatori autorizzati (poi dal 2010, direttamente ed esclusivamente il governo federale) fornivano allo studente i soldi necessari all'iscrizione e al mantenimento per tutti gli anni di studio. Una volta laureati e ottenuto un lavoro in linea con la laurea ottenuta, quegli stessi studenti si impegnavano per 10 o 20 anni a ripagare interamente il debito a tassi di interesse ridotti. Già dalla metà degli anni Novanta però, qualcosa è iniziato ad andare storto. La crescita dei salari si è interrotta, il costo della vita è aumentato e sempre meno laureati sono riusciti a raggiungere gli standard qualitativi sperati al momento dell'iscrizione all'università. Di conseguenza, meno laureati sono riusciti a restare al passo con la restituzione del prestito. Già 20 anni fa, il 'buco' nelle casse federali e degli enti privati prestatori era superiore al miliardo di dollari. Si decise quindi di mettere in atto politiche più aggressive di recupero crediti. A oggi ben 20 stati americani sospendono le licenze lavorative o la patente a chi non è in regola con il pagamento del proprio debito studentesco. L'effetto è spesso paradossale: professionisti che non riescono a pagare i propri debiti vengono puniti perdendo il lavoro, eliminando quindi ogni possibilità residua di riprendere i pagamenti. La questione sta, finalmente, attraendo anche l'attenzione della politica locale e nazionale. Nel 2015, in Montana, una legge bipartisan ha vietato la revoca delle licenze di lavoro e lo stesso è accaduto lo scorso anno sia in New Jersey che in Oklahoma. La situazione si è definitivamente complicata quando le autorità governative si sono sostituite a banche e assicurazioni nell'emissione del credito. Senza l'intermediazione degli attori finanziari classici, il recupero crediti si è trasformato in una 'guerra' tra ex studenti debitori e tutti gli altri contribuenti. (Fonte: M. Morini, IlBo 21-11-17)