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LA GRANDE FUGA DAL SUD DI MEDICI, DOCENTI E STUDENTI PDF Stampa E-mail

Il sociologo Adolfo Scotto di Luzio, in un editoriale per Il Mattino, ha tratteggiato il quadro della situazione attuale. In base alle statistiche entro il 2050 avranno abbandonato le aree del Sud 5 milioni di giovani. Medici, studenti universitari e, naturalmente, insegnanti sono alcuni dei protagonisti della nuova presenza meridionale nelle città dell'Italia del Centro-Nord. Dal Sud al Nord, gli italiani si muovono innanzitutto alla ricerca dell'efficienza. La nuova migrazione interna mette così in gioco dimensioni complesse che riguardano l'organizzazione e la qualità dei servizi, la sanità, innanzitutto, il sistema di istruzione, l'aspirazione a veder riconosciuto il proprio talento. La nuova emigrazione meridionale torna ad essere, proprio com'era dei contadini che abbandonavano il Mezzogiorno più di cento anni fa, un pronunciamento contro la società dalla quale si separano. È letteralmente un voto contro il Sud. Contro la corruzione e l'inettitudine delle sue classi dirigenti, contro le strutture clientelari che reggono i rapporti nella sfera professionale. Se le migrazioni interne hanno ripreso così intense il loro corso è dunque conseguenza del fatto che il Sud, in questi vent'anni di vita pubblica italiana, è letteralmente scomparso alla coscienza del Paese. Ed è ora di invertire la rotta. (Fonte: A. Carlino, Tecnica della Scuola 10-12-17)