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TASSE UNIVERSITARIE. DOMANDE E RISPOSTE PDF Stampa E-mail

Le università non possono chiedere agli studenti tasse superiori al 20% dell'importo ricevuto dallo Stato come FFO, cioè il Fondo di Finanziamento Ordinario. Allora come è stato invece possibile, a partire dal 2007, lo sforamento in decine di atenei? Risponde il presidente della CRUI: «Questo contenzioso, è bene dirlo, riguarda la situazione fino al 2013. Il limite del 20%, dal 2013 in poi, è stato rimodulato all'ammontare della tassazione dei soli studenti in corso e non comprensivo dei fuori corso, come prima. Credo che oggi tutti gli atenei rispettino il tetto. Mi lasci aggiungere una cosa: alcuni atenei hanno sforato quel 20% perché è diminuito il FFO. Quindi anche a tasse invariate la percentuale è aumentata». Colpa del Governo, allora? «No, dico solo che ci sono stati due fattori: da una parte l'indubbio aumento delle tasse, dall'altro i minori trasferimenti. E il banco è saltato». Secondo l'Udu, l'Unione degli studenti universitari, nelle università statali il gettito complessivo della contribuzione a livello nazionale è passato da 1 miliardo e 200 milioni del 2005 a 1 miliardo e 600 milioni di oggi: 400 milioni in più. Presidente CRUI: «Negli ultimi anni c'è stato un incremento della tassazione soprattutto per le fasce medio-alte che prima era molto bassa. Questo è stato anche stimolato dal fatto che dal 2009 a oggi si sono ridotti i trasferimenti statali di un miliardo. Quasi il 20%, e molti atenei sono andati in affanno e hanno aumentato le tasse». Non teme che generazioni di studenti restino lontane dall'Università perché le loro famiglie non hanno i soldi per iscriverli? «Dalla Finanziaria 2016 è stata introdotta la 'No Tax area', applicata per la prima volta quest'anno. Chi ha un reddito Isee al di sotto di 13 mila euro non paga le tasse, cioè l'università è gratuita». (Fonte: N. Femiani, La Nazione 15-11-17)