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RICHIESTA DI UN’AGENZIA NAZIONALE DELLA RICERCA PDF Stampa E-mail

Sarebbe utile fare un passo ancora e dichiarare a chiare lettere che, insieme al nuovo bando PRIN da 400 milioni, ci si appresta a istituire una Agenzia nazionale della ricerca che possa erogare ogni anno almeno un miliardo di euro in bandi competitivi facendo valere le buone pratiche della valutazione indipendente. Tanto più che a tifare per un'agenzia di questo genere non è più il solo Gruppo 2003, che ne ha fatto il suo cavallo di battaglia da un decennio, ma anche altre realtà importanti del Paese, come testimonia il nuovo Rapporto Ambrosetti sulle Life Science 2017 riportando gli orientamenti di Assobiotech e altri attori della ricerca nazionale. Unico paese nel mondo sviluppato a non avere un'agenzia di questo genere, l'Italia deve essere in grado di vincere le resistenze e cominciare seriamente a mettere in mani competenti e indipendenti la gestione di tutto il finanziamento competitivo. Un budget che non può essere ricavato dai fondi ordinari già esistenti ma deve essere aggiuntivo. E consistente. Ricordiamo infatti che dei circa 20 miliari di euro spesi annualmente in ricerca in Italia (1,3% del PIL), 15 miliardi vanno in stipendi e 5 miliardi in acquisto di beni e servizi, e che l'Italia attualmente destina alla ricerca competitiva il 5% del suo budget rispetto al 21% della Francia, il 36% della Germania e il 53% della Gran Bretagna (si veda il Rapporto RIO 2016). I sette Research Council britannici da soli erogano 3,9 miliardi sterline all'anno in bandi. C'è quindi motivo di rallegrarsi per un bando PRIN di 400 milioni di euro. Ma c'è anche motivo per non fermarsi qui. (Fonte: L. Carra, scienzainrete 13-11-17)